L’obbligo della Denuncia di Officina Elettrica per impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW

Tutti gli impianti di produzione dell’energia elettrica, compresi quelli fotovoltaici, con potenza installata superiore ai 20 kW, hanno l’obbligo di Denuncia di Officina Elettrica secondo quando previsto dal D. Lgs 504/1995 – Titolo II. Tutti questi impianti per la produzione di energia elettrica, infatti, devono essere soggetti alla dichiarazione presso l’Ufficio Tecnico di Finanza dell’apertura dell’Officina Elettrica.

Viene quindi richiesto al cliente interessato, di recarsi,  prima della messa in servizio dell’impianto, all’ufficio UTF di zona per chiedere la modulistica per la presentazione della Denuncia di Officina Elettrica.

E’ possibile reperire i recapiti dell’UTF di zona sul seguente sito internet:  www.agenziadogane.it

L’OFFICINA ELETTRICA

Per impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 20 kW scatta l’obbligo di DENUNCIA DI OFFICINA ELETTRICA (D. Lgs 504/1995 – Titolo II). Nel caso di impianti localizzati in territori montani l’obbligo di officina elettrica scatta al di sopra dei 30 kW anziché al di sopra dei 20 kW (art. 60 comma2 lett. B legge 342/2000).

Chiunque intenda esercitare un’officina di produzione di energia elettrica deve farne denuncia all’ufficio tecnico di finanza competente per territorio (normalmente il territorio è identificato nella provincia) che, eseguita la verifica degli impianti, rilascia la licenza di esercizio, soggetta al pagamento di un diritto annuale.

Per impianti soggetti all’obbligo di denuncia di officina elettrica i contatori di energia devono essere ad uso fiscale, cioè:

- devono essere accompagnati da certificato ad uso UTF rilasciato, a seguito di adeguate verifiche di laboratorio effettuate da laboratorio autorizzato;

- devono essere, una volta installati a cura dell’installatore del cliente, verificabili, tarabili e sigillabili sul posto, sempre a cura di un laboratorio autorizzato e alla presenza del cliente e di un tecnico UTF;

Le verifiche e prove sul posto devono essere eseguite ad impianto funzionante e devono essere ripetute ogni 3 anni per contatori di tipo statico ed ogni 5 anni per contatori ad induzione (elettromeccanico).

L’esecuzione delle operazioni sopra indicate sono attestate dal rilascio da parte del laboratorio autorizzato di un ulteriore certificato di prova e suggelamento e da parte del tecnico UTF di un verbale di verifica. Su tutti i certificati ad uso UTF deve  essere apposta una marca da bollo da 16,42 € (può essere acquistata in tabaccheria ed apposta anche dal cliente stesso).

I contatori fiscali che devono essere installati nel caso di officina elettrica sono teoricamente due: contatore a valle dell’inverter per la contabilizzazione dell’energia totale prodotta dall’impianto (denominato M2) e il contatore di cessione dell’energia alla rete elettrica (denominato M1).

In realtà  il contatore di cessione (M1) è normalmente posato dal distributore locale della rete per cui è accettato che  non venga né tarato né sigillato ed UTF consideri come garante lo stesso gestore locale della rete. In questi casi il contatore di cessione non deve essere neppure accompagnato da certificato UTF.

L’apertura di officina elettrica comporta, oltre al pagamento del diritto annuale, obblighi fiscali dichiarativi e di versamento (Addizionale provinciale sui consumi di energia elettrica). L’ energia prodotta da fonti rinnovabili non è sottoposta ad imposta erariale sui consumi (legge 133/99 e legge 338/00), ma solo ad addizionale provinciale (aliquota pari a 0,01136 euro/kwh) pagata solo sull’energia consumata.

Il produttore di energia elettrica che opera in regime di cessione non è invece tenuto a pagare l’imposta erariale e nemmeno l’addizionale provinciale sull’energia prodotta. L’energia ceduta viene invece pagata ad es. dal gestore locale della rete cui è collegato l’impianto (se ad esso si fa domanda di ritiro di energia prodotta – si veda l’informativa sul ritiro energia), e risulta pertanto venduta.

I proventi della vendita di energia sono soggetti al pagamento delle imposte dirette come ricavo: IRAP (imposta regionale su attività produttiva), IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) ovvero IRES (imposta sul reddito di società o ente commerciale).

Per quanto riguarda l’incentivo sull’energia elettrica prodotta erogato dal GSE anch’esso è soggetto al pagamento delle imposte dirette (IRAP, IRPEF e IRES) però come contributo in conto esercizio. Si consiglia il cliente di verificare personalmente con il proprio commercialista gli aspetti fiscali sopra descritti.